Consiglio generale 2017: abbassiamo il censimento oppure no?

Non abbassiamolo il censimento (da € 35 ad €34). E’ giusto che il Comitato Nazionale lo proponga perchè ha lavorato sodo dal 2014 ad oggi per diminuire i costi, migliorare i servizi, efficientare la struttura e tenere sotto controllo il debito creatosi con gli ingenti – quanto per me non prioritari rispetto alla mission educativa di Agesci -investimenti immobiliari fatti tra il 1994 e il 2009.

Siamo un’associazione che ha preso l’impegno allo scorso Consiglio generale di risparmiare almeno € 100.000 all’anno per rientrare dello squilibrio di € 2.300.000 tra attività e passività a breve.

Non diminuiamo dunque il censimento, con quei € 180.000  continuiamo ad abbassare il debito e cerchiamo di migliorare i servizi ai soci.

Scrivere queste parole non mi pare manco vero, se ritorno con la mente ai miei primi consigli generali e a tanti – miei e di altri – appelli – non sempre ascoltati –  in commissione bilancio. Ma il tempo è cambiato e se ognuno fa il suo ruolo bene (chi di governo, chi operativo, chi di controllo) l’Associazione non potrà che giovarne da qui in futuro.

 

 

L’iter di formazione visto da un capo: la parola ad Alice

Ciao Alice, tu sei negli scout da quanto tempo? Parlaci del tuo trascorso scout?

Ciao! Sono entrata nel San Lazzaro 1 quando avevo sette anni (c’era posto e mi hanno preso un anno in anticipo!). Sono stata una coccinella del Cerchio S. Chiara, una guida dell’allora Reparto Tau, e infine una scolta del Clan Boanerghes. Nel 2010 ho preso la Partenza e dopo circa un anno di “pausa” sono entrata in Comunità Capi.  Ho svolto il primo anno di servizio come aiuto capo Cerchio, fino allo scorso ottobre sono stata Arcanda e quest’anno sono passata in Reparto come aiuto capo.

Cosa ti ha motivato a far la scelta di diventare ad un certo punto un educatore negli scout? Continua a leggere

L’iter di formazione visto da un capo: la parola a Giulia

Eccoci qui per la prima di due interviste sul tema dell’iter di formazione. Sono due interviste a due capi, anzi cape che la pensano diversamente, due punti di vista differenti ma entrambi ricchi della passione che anima il servizio.

Francesco: Ciao Giulia, tu sei negli scout da quanto tempo? Parlaci del tuo trascorso scout?

Giulia: Ciao Franz e ciao a tutti, sono Giulia, ho 29 anni e vivo a Bologna. Ho cominciato i lupetti in un branco misto nel 1996 (23 anni fa!) nel Bologna 13, dove ho completato il mio percorso, preso la partenza e svolto due anni di servizio in branco. Continua a leggere

Rivedere “dal basso” l’iter di formazione capi

In una recente assemblea di zona ho presentato – parlandone prima in consiglio di zona e condividendo con i capigruppo idea e testo – questa mozione per due motivi:

  1. Da anni su questo blog parlo della necessità di rivedere l’iter di formazione capi
  2. L’Agesci ha approvato l’anno scorso una riforma (riforma Leonardo) che vuole riportare al centro il sentire delle zone

Premesso ciò voglio “sperimentare” se qualcosa che nasce dal basso (e da una zona con 25 gruppi…in pratica 2-3 regioni piccole messe insieme) arriva fino al consiglio generale. Per ora è stata approvata con qualche modifica anche dall’assemblea regionale.

Questa la proposta approvata in assemblea di Zona

Qui le due raccomandazioni approvate in assemblea regionale

 

 

 

 

 

Consiglio generale 2017: le riforme le fanno le persone

Inizio questo primo post sul consiglio generale 2017 con una riflessione molto basilare.

Le riforme in associazione le votano i consigli generali, ma le riforme le fanno le persone.

Cosa vuol dire?

Vuol dire che possiamo anche aver fatto la Riforma Leonardo ma se le zone non si impegnano a trovare i consiglieri generali che veramente vivono il ruolo (non chi ha poco tempo o magari vuol far carriera) la riforma è monca.

Possiamo anche riformare il sistema delle cooperative scout ma se poi le persone che saranno chiamate ad attuare la riforma non ci credono, non si avrà mai un vero cambiamento.

E così nei nostri gruppi e zone: quando rifacciamo un progetto educativo o un progetto di zona se io singolo capo non lo sento mio, non partecipo, se mi chiudo nella mia unità o nel miogruppo e quello è il piccolo mondo che ci basta…bè allora non riformeremo mai niente…continueremo a lamentarci di quello che non va e un giorno usciremo dall’ Associazione.