Ciao Augusto!

Qualche giorno fa ci ha lasciato Augusto Baietti: agli scout di Bologna ma anche dell’Emilia-Romagna il nome di Augusto è associato ad una persona che tanto ha fatto per lo scoutismo bolognese ed emiliano-romagnolo. Quando queste colonne dello scoutismo vengono a mancare io invito sempre a guardare quanto hanno fatto e con che stile l’hanno fatto.

Se oggi abbiamo in Emilia-Romagna una sede regionale e un negozio della cooperativa lo dobbiamo (anche) a lui quando ha saputo condividere insieme ad altri il sogno di realizzare cose belle per lo scoutismo e utili per gli scout.

Alcuni anni fa Augusto non si è tirato indietro quando gli è stato chiesto di dare una mano per la ristrutturazione dell’allora in disuso base scout di Monte Sole / Vado: eccomi, sono pronto, metto a disposizione la mia professionalità per quelle che sono le necessità del momento.

Augusto è il primo sulla destra, insieme ai 4 scout con cui negli anni '60 acquistò tramite un autofinanziamento del Bologna5 Asci l'attuale base scout di Monte Sole per poi donarla all'Ente Mario di Carpegna
Augusto è il primo sulla destra, insieme ai 4 scout con cui negli anni ’60 acquistò tramite un autofinanziamento del Bologna5 Asci l’attuale base scout di Monte Sole per poi donarla all’Ente Mario di Carpegna

Queste sono dunque gli insegnamenti che Augusto mi ha lasciato: fare le cose bene, con stile, sincerità e dedizione.

Baden Powell ben descriveva il profilo di un vero scout ed è perfetto per quello che è stato Augusto “un vero Scout […]colui  di cui ci si può fidare, uno che non mancherà mai al suo dovere, anche se questo comporta rischi e pericoli, un tipo gaio e allegro, per grandi che siano le difficoltà dinanzi a lui“.

Buon nuovo anno scout: una foto tra gioia e fatica del servizio

Questa estate, durante il periodo di ferie, avevo davanti a me ogni mattina un calendario con questa foto. E’ una Santa Messa officiata negli anni ’50 sulla cima del Sassolungo (3.181 slm).

E’ un quadro che dipinge perfettamente l’essere Scout e il rinnovare ogni anno la propria promessa dicendo “Si, anche quest’anno continuo il servizio“. In branco, reparto, clan, in comunità capi o nei vari livelli dell’Associazione (zona, regione, nazionale).

Guarda bene la foto, ci siamo rappresentati tutti. Tutti in cima ad un monte, dopo aver fatto tanta fatica per salirci, ad ammirare il panorama ma anche a stupirci del Creato durante la Santa Messa.

Quello che è poco vestito e che incrocia le braccia, che ha freddo ma rimane lì ad osservare l’elevazione del calice: siamo noi quando non abbiamo tutti gli strumenti per fare servizio (tempo, competenza, etc.) e la fatica è tanta ma diciamo si e rimaniamo lì perchè crediamo di poter far meglio dandoci tempo per crescere e maturare.

Quello che è ben equipaggiato ma si tira su il cappuccio per ripararsi dal freddo: siamo noi quando forti della nostra esperienza e formazione iniziamo un nuovo servizio.

Quello che sa di essere un gregario e tiene il messale aperto: siamo noi quando accettiamo il ruolo ben sapendo che non si avranno molte “ricompense” ma sappiamo che è un ruolo fondamentale per “tenere in piedi” le attività.

Quello che è appena arrivato e si punta bene con i piedi, si lega stretto con la corda per non cadere: siamo noi quando entriamo in punta di piedi in un nuovo servizio, desiderosi di imparare.

Quello chi si inginocchia davanti al mistero della Santa Messa, siamo noi quando inermi davanti alle fatiche del servizio ci inginocchiamo e diciamo: “Sia fatta la tua volontà”.

Si chiude il cerchio con chi, con sguardo fiero e testa alta, guarda l’elevazione del calice: siamo noi quando siamo pienamente “padroni” del nostro servizio, conosciamo come muoverci e gli strumenti che il metodo ci offre per fare del nostro meglio.

Buon nuovo anno scout!

Cambuse critiche…e siamo al nono anno

Silenziosamente vanno avanti anno per anno in varie parti d’Italia le cambuse critiche. Nove anni fa con alcuni amici e amiche scout li abbiamo lanciati nella nostra città Bologna (e anche fuori Bologna in verità!).

Ogni anno siamo stupiti dal risultato: 43 unità coinvolte e 13.000 euro di prodotti consegnati ai gruppi scout. I prodotti provengono da realtà del privato sociale impegnato non solo nella coltivazione biologica e del mercato equo-solidale. ma anche nella trasformazione di prodotti grazie al coinvolgimento di disabili.

Un ringraziamento grande va ad Alessandro ed Elena che da alcuni anni mi affiancano (anzi mi sorpassano!) nell’organizzazione di questo servizio per i gruppi scout Agesci.

E’ la democrazia, bellezza!

Assemblea Regionale 2019

Di ritorno dalla mia prima assemblea regionale (non la prima, ma la prima vissuta nel servizio che svolgo attualmente) devo dire che sono rimasto piacevolmente colpito dalla passione dimostrata da tante persone.

Una passione sana, bella, sincera specialmente vissuta da capi giovani che si mettono in gioco, capiscono il valore della democrazia associativa. Democrazia però che non sempre è facile, arzigogolata, complessa.

L’assemblea ti insegna tante cose: a me ha insegnato anche a come svolgere il mio servizio, un tempo ero quello che scriveva mozioni e raccomandazioni (la passione di cui sopra) oggi il ruolo è differente…bisogna traghettare questa passioni nei luoghi dove sono stati chiesti approfondimenti, cambiamenti, miglioramenti. E questo devo fare (insieme ad altre persone).

Un grazie speciale anche a L. che mi ha ricordato l’importanza del metodo scout e a C. che nel raccontarmi un po’ della sua vita mi ha ricordato che lo scoutismo – come diceva Baden Powell – non è una scienza astrusa o difficile; se lo vediamo nella giusta luce, è un gioco pieno di allegria”. Appunto, è un gioco, non è una gara, non è una lotta…è e deve rimanere un gioco. E se perdo di vista questo…ho sbagliato tutto!

Io e Betty, responsabili regionali

Vorremmo avere cura delle persone che incontriamo

Oggi mia figlia grande è tornata dalla sua prima caccia di due giorni e una cosa mi ha detto: “Ho giocato tanto“. E mentre lei era via son andato con l’altra figlia ad una fiera e ho avuto per le mani un catalogo di un espositore dove c’era scritto: “Vorremmo avere cura delle cose che incontriamo“.

E per noi “adulti” scout che ci troviamo a servire cosa può volere dire “avere cura delle cose che incontriamo”? Io penso voglia dire avere cura delle persone che incontriamo, avere cura dei momenti che prepariamo, avere cura dei pensieri delle persone, perchè quando escono da un comitato, un consiglio, un’assemblea possano dire “ho pensato tanto”, “ho deciso tanto”, “mi sono confrontato tanto”, “ho costruito tanto”.

Non sono certo che questo possa accadere sempre ma se c’è un senso nel servire in certi contesti associativi credo sia questo.