Un blog che parla di scoutismo

Talvolta mi chiedo se, con tutti i nostri manuali, regole, dibattiti, conferenze, corsi di formazione non diamo l'impressione di considerare lo scoutismo un gioco troppo serio – Baden Powell

Archive for the month “febbraio, 2012”

Video su come iscriversi agli eventi scout (tramite BuonaCaccia)

Uscendo un po’ dai temi fin troppo seriosi di questo blog ecco un bel video tutorial realizzato dall’ottimo Marco Ragno su come iscriversi agli eventi organizzati dalle regioni Agesci Lazio, Campania, Sicilia ed Emilia-Romagna che utilizzano un sistema di iscrizioni denominato, BuonaCaccia e creato/usato dal 2010 all’interno dell’Agesci Lazio. Un sistema niente male, fatto bene, modulabile, con ottima assistenza, bassi costi di gestione e persino la possibilità di iscriversi ai campi versando la quota di iscrizione tramite Paypal/Carta di Credito (così non bisogna andare in posta…scannerizzare il bollettino, etc. etc.)

Mancano i capi? Colpa dei capi

Del fatto della cronica mancanza di capi in Agesci se ne parla da oltre un decennio (ne si accennava nel 2001 su questo numero di RS Servire pag. 31-32), nel numero 4-2011 di Proposta Educativa c’è un articolo scritto a 8 mani veramente interessante (pag. 21-22 scarica qui) che mette in fila le giuste e ovvie motivazioni per cui i capi lasciano il servizio.

Ma la mancanza di capi o comunque la mancanza di capi formati è colpa di chi? Della società, dell’associazione o dei capi? Continua a leggere…

Ipertrofismo scout

Leggo la relazione di  comitato di una zona Agesci in occasione della loro assemblea di zona e mi ci ritrovo, dicono:

Il rispetto rigoroso dello Statuto e dei Regolamenti mostra che la debolezza di una struttura organizzativa ipertrofica come quella della nostra Associazione spesso impedisce di rispondere in modo rapido, agile ed efficace da una parte alle istanze assolutamente prioritarie ed essenziali dei gruppi e dei capi (mancanza di capi, turn-over, formazione, ecc.), d’altra parte ai ritmi e alle esigenze delle relazioni ad extra.

Ricordo la relazione del 2010 sulla verifica della riforma delle strutture associative e rileggendola, dopo 3 anni e passa che sto in un comitato di zona, mi chiedo se forse sulle zone non è posto un carico troppo pesante per le forze che le zone hanno a disposizione. Ultimamente sono dell’idea che ridurre un po’, seguendo quanto lessi in un bellissimo libro di Alexander Langer (lui parlava con riguardo al nostro modo di vivere di “lentius, profundius, suavius” cioè essere + lento + profondo + dolce),  sia necessario. Bisogna far capire che ridurre non vuol dire meno qualità, che la qualità si può dare anche con meno riunioni, meno formazione, meno convegni.

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