Un blog che parla di scoutismo

Talvolta mi chiedo se, con tutti i nostri manuali, regole, dibattiti, conferenze, corsi di formazione non diamo l'impressione di considerare lo scoutismo un gioco troppo serio – Baden Powell

Campi di formazione scout e ferie..il problema è nella norma o nelle persone?

Mi segnala Giorgio una mozione presentata all’assemblea regionale dell’Agesci Lombardia tenutasi di recente (qui le mozioni e raccomandazioni) sempre sull’argomento della partecipazione ai campi di formazione.
Dice questa mozione che “viste le difficoltà che il mercato del lavoro attuale, il contesto sociale e gli impegni familiari pongono ai Soci Adulti, in particolare quelli di provenienza extra-associativa,e considerato che queste necessitano di una risposta associativa che permetta di garantire la massima possibilità di accesso alla formazione metodologica,si chiede che al Livello Regionale di farsi promotore nelle sedi opportune del Livello Nazionale affinché venga avviata una riflessione che porti alla proposta di inserimento nei modelli unitari della possibilità di svolgere un Campo di Formazione Metodologica in almeno due distinte sessioni temporali.“.
Purtroppo per la regola che gli astenuti sono calcolati come voti contrari (assurdo) la mozione non è passata, ma il Comitato Regionale ha garantito attenzione alla tematica.

A questa mozione si uniscono le mozioni 01.2004 e 39.2004 approvate invece questa volta dal Consiglio Generale del 2004 che in sostanza chiedevano di ripensare l’iter in funzione delle esigenze attuali degli adulti in servizio educativo. La domanda che viene fuori è se alla fine è la norma ad essere il problema o le persone che non fanno o non completano l’iter di formazione? A me pare che il problema sta da anni riponendosi all’attenzione dell’associazione. Rileggiamoci la riflessione fatta nel 2006 e messa agli atti nel consiglio generale di quell’anno:

Numerose volte all’attenzione del Consiglio generale è stato posto il problema delle autorizzazioni all’apertura delle Unità e quindi delle deroghe, l’ultima volta due anni or sono, senza tuttavia che le soluzioni prospettate abbiano modificato sostanzialmente lo stato dei fatti.
Allora forse si potrebbe ipotizzare che il problema stia, almeno in parte, nella norma stessa ovvero che quanto in essa previsto non sia al servizio dell’uomo e della realtà in cui egli opera.

(Pag.53-54 atti consiglio generale 2006 elaborato da Agesci Friuli Venezia-Giulia)

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